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BRICK BUSINESS perché?

A partire dagli anni 2000 si è iniziato a diffondere il termine "Brick and Mortar" (B&M) ad indicare le aziende della “Old Economy”, ovvero legate all'economia reale (caratterizzata dunque dall'esistenza di strutture aziendali fisiche), in opposizione a quelle della “New Economy” legate prevalentemente alla generazione di valore non sempre corrispondente a beni materiali ma prevalentemente immateriali…dopo una bolla speculativa in borsa per i titoli della New Economy, a partire dagli anni 2006/07 diventa prima “Web Economy” e poi definita come” Economia Digitale”. Anche nel Marketing ha preso piede una declinazione digitale e web, ma non si può prescindere da quello che era il Marketing della Old Economy, per questo Brick Business. Per noi “web marketing” o anche “social media marketing” non sono altro che strumenti digitali nelle mani del marketing manager… ma il marketing in senso stretto resta sempre quello accademico fatto di studio, definizione ed implementazione. Riteniamo che il web sia importante, fondamentale sotto il punto di vista delle pubbliche relazioni e della comunicazione in generale, ma più importante è lavorare nella definizione dell’identità aziendale, studiare il proprio mercato, confrontarsi con la concorrenza, ragionare nel breve, medio e lungo termine, tornare a fare il marketing in senso stretto per un business più "brick and mortar". Brick Business quindi sta per il ragionare in modo reale, considerando prima le componenti “hard” del business e poi le “soft”. Il successo va costruito mattone per mattone in modo concreto… reale e non virtuale. Nel momento in cui il business ha tutti i presupposti per divenire solido, i formidabili strumenti del web e della pubblicità, se ben utilizzati, ridurranno al minimo i tempi per raggiungere gli obbiettivi che si andranno a definire..

branding, se non sai cos'è devi aggiornarti

Società, tecnologia e ambiente si modificano costantemente ed anche il marketing, disciplina ad essi direttamente collegata, si modifica nelle sue strategie e in particolare nei canali di comunicazione utilizzati per mettere in contatto produttore e consumatore. La tecnologia ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni, in particolare grazie ad internet ed al world wide web si è creato per la prima volta un contatto diretto tra prodotti e consumatori, le marche dialogano, si raccontano, interagiscono e le persone diventano loro fan più che consumatori. Siamo nell’era del “total branding”, dell’acquisto emozionale, è finita l’epoca delle bugie a fin di bene e le marche si mostrano al mercato per quello che sono, o meglio cercano di essere quello che vuole il potenziale cliente.

INCONTRARSI NON È COSA DA POCO

Il tempo è la risorsa più importante che abbiamo, sfruttiamolo al meglio

Vincenzo Puzone

marketing manager

Classe 1981 sin dalle scuole medie è affascinato dal mondo della pubblicità e cerca di comprenderne le dinamiche, nell'anno accademico 2005 si laurea in "Comunicazione d'Impresa" presso l'università "La Sapienza" di Roma con una tesi inerente una tematica oggi molto attuale lo "Sviluppo Sostenibile" in relazione con i settori economici agricolo, enogastronomico e turistico. Già da prima della laurea inizia a collaborare in qualità di Account con imprese operanti nel settore della pubblicità, nel 2009 consegue un Master di specializzazione in "Marketing e Comunicazione" e prosegue lavorando come consulente direzionale e marketing manager per Società ed Associazioni operanti nei settori della consulenza strategica, produzione di prodotti pubblicitari a stampa offset/digitale, media services, elaborazione grafica e web design, allestimenti ed organizzazione di eventi, pubbliche relazioni ed ufficio stampa, telemarketing e teleselling. Il suo background culturale gli permette di avere un quadro chiaro del mondo dell'advertising(che segue costantemente nella sua evoluzione), ma il branding...la definizione del progetto di business insieme al cliente...qui può dare il suo contributo migliore.