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Ogni religione ha i suoi comandamenti…anche il marketing.

Il marketing, anche se dovrebbe basarsi su analisi di dati raccolti ad hoc per investigare determinati scenari di mercato, fondamentalmente come disciplina è molto simile a quella che potrebbe essere una religione…bisogna credere ad una visione del futuro che pone le basi su un’identità di brand ben definita o da definire.

Soprattutto con l’avvento del web e della sua variante collaborativa e condivisa del 2.0 il sentire e l’immaginario collettivo hanno sempre più preso il sopravvento sui freddi dati di mercato riferiti alle vendite per prodotto/servizio e ai volumi di fatturato per zona commerciale. Da quando poi siamo entrati nell’era “social” il brand ha preso letteralmente vita, dialoga ed è sempre più dotato di una personalità…il consumatore non acquista esclusivamente per la necessità di avere un prodotto/servizio, ma sempre più per entrare in contatto con il brand stesso. Ogni singolo brand dunque vende prevalentemente una filosofia, una visione del mondo, ogni singolo brand professa la sua religione e in questo modo il consumatore va oltre il concetto di fidelizzazione, il consumatore diventa il discepolo del brand stesso.

Non tutti i brand riescono a diventare “religiosi”, ancora molti sono semplici intermediari commerciali che comprano e rivendono oppure nella migliore delle ipotesi realizzano direttamente i prodotti che vendono o erogano direttamente i servizi che offrono.

Ma come far diventare un’impresa “religiosa”?

Tutti gli imprenditori oggi dovrebbero essere discepoli della religione del Marketing ed iniziare col seguire i dieci comandamenti di colui che ne è il “Messia” Philip Kotler, acclamato come “il maggior esperto al mondo nelle strategie di marketing”, è stato il primo a divulgare “il verbo” ed ancora ad oggi nel 2019 è impegnato nello scrivere saggi ed effettuare seminari in tutto il mondo.

I comandamenti del Marketing (Marketing 3.0 – Philip Kotler):

  1. ama i tuoi clienti e rispetta i tuoi concorrenti.
  2. attenti al cambiamento, pronti a cambiare.
  3. tutela il tuo nome, sii chiaro circa la tua identità.
  4. i clienti sono diversi: rivolgiti anzitutto a quelli cui puoi offrire i massimi vantaggi.
  5. offri sempre il massimo ad un prezzo equo.
  6. sii sempre disponibile e diffondi la buona novella.
  7. fatti una clientela, mantienila e accrescila.
  8. qualunque sia il tuo business, è un servizio.
  9. affina costantemente i tuoi processi di business a livello di qualità, costo e risultati.
  10. raccogli tutte le informazioni appropriate, ma poi decidi in base al buon senso.

In questa ottica il consulente marketing non è altro che colui che professa la “religione del marketing”, il conoscitore della materia che tramite esempi concreti può aiutare l’imprenditore a mettersi sulla buona strada…la strada del profitto. Definire bene la propria immagine, i propri simboli, i valori e capire bene chi è il nostro cliente ideale, chi può essere un nostro discepolo, non sono cose così semplici da fare. Al di la dell’analisi oggettiva e distaccata della situazione di mercato, importante è avere intuito e capacità analitiche a livello sociale più che economiche, anche perché nello studio della concorrenza non è da sottovalutare la circostanza di quanto i nostri potenziali clienti siano già discepoli di un altro brand.

Inutile dire che questo di cui sopra andrebbe fatto a monte, prima di aprire una nuova attività (startup) anche perché: vi azzardereste mai ad aprire una nuova chiesa cattolica in medio oriente?

Ovvero, iniziereste la vostra nuova attività li dove è presente un competitor, diretto o indiretto, che ha un gran numero di consumatori/discepoli che difficilmente diverranno vostri?

Adesso starai pensando “che faccio io che ho ereditato l’azienda di famiglia” “che faccio io che ho aperto già da tempo” “che faccio io che sono solo un dipendente”??? Non ti preoccupare, è sempre il momento giusto per passare dalla condizione “ateo” a “religioso del marketing”… devi solo fare un restart.

La religione del marketing accetta tutti ad una sola condizione però, che siano disposti a credere e rischiare… come si dice “senza budget non si cantano messe“!

Non sei un imprenditore e comunque ti affascina questa religione? Condividi pure quest’articolo con hashtag #prayforprofit