Quando si parla di digitalizzare l’impresa o comunque una qualsiasi attività libero professionale, ancora oggi che viviamo in epoca di smartworking, teleconferenze ed e-commerce, c’è confusione a riguardo.

Molti ancora confondono il processo di digitalizzazione delle aziende con il concetto di digitalizzazione (o dematerializzazione, volendo riprendere una dicitura datata e non più corretta) dei documenti aziendali, in realtà, la digitalizzazione di aziende e imprese è un processo molto più ampio che, al suo interno, comprende anche la digitalizzazione dei documenti aziendali, così come l’utilizzo di piattaforme in cloud e tutti gli aspetti collegati con l’utilizzo della firma digitale e della fatturazione elettronica.

In ottica marketing digitalizzare vuol dire costruire un’identità digitale dell’impresa, vuol dire uscire dai propri confini e rendersi “ricercabile” online tramite l’utilizzo di un sitoweb e di canali social a supporto della propria comunicazione, oltre che dell’utilizzo delle tecniche di pubbliche relazioni digitali per generare passaparola positivo ed intercettare la domanda collegata ai nostri beni e servizi.

Avere una presenza online coerente con la propria mission aziendale è sempre più un obbligo che una necessità, non essere online equivale quasi a non esistere e sempre più attività nascono direttamente digitali nella proposizione dei propri servizi e prodotti, si pensi per esempio al commercio al dettaglio che arranca per la concorrenza del commercio elettronico (si pensi alla veloce crescita di colossi come Amazon).

Tutti i settori di attività sono interessati da questa trasformazione del sistema economico, avere un sitoweb è direttamente collegato all’apertura di una partita iva. B2B o B2C non c’è differenza, le persone sono digitalizzate e tutta la società è già digitale, nella definizione di un marchio è sempre più importante sceglierne uno che abbia un nome a dominio libero con il *.com ed anche *.it se si opera prevalentemente in italia. La registrazione di marchi e brevetti è sempre più importante in un mercato che per forza di cose è globale, i marchi stessi diventano prodotti che acquisiscono valore tramite l’attuazione di determinate strategie di marketing, prodotti che vengono sempre più spesso venduti o concessi per l’utilizzo in licenza come nel caso dei franchising. In italia il contesto competitivo non è tra i più stimolanti e c’è in giro ancora tanta analfabetizzazione digitale…il meglio descritto con il termine di digital divide.

Da parte delle istituzioni c’è la volontà di favorire la digitalizzazione ed abbiamo assistito alla pubblicazione di diversi avvisi per finanziamenti e vaucher che ne agevolassero l’attuazione in particolare per quanto riguarda le PMI ed anche settori da sempre visti lontani dal digitale come l’agricoltura.

Se sei un imprenditore o aspirante tale che condivide quanto scritto sopra, contattaci e digitalizziamo la tua attività.

Se sei interessato all’argomento e vui approfondire in modo dettagliato ed approfondito cosa vuol dire digitalizzare la nostra nazione, tra i tanti contenuti presenti nel web ti segnialiamo un paper in pdf scaricabile gratuitamente il Libro bianco dell’economia digitale. Il Centro Economia Digitale, dopo un’attenta analisi del contesto Globale, Europeo ed Italiano, passa a delineare cosa dovrebbero fare Cittadini, Imprese e Settore Pubblico in un’ottica di crescita sostenibile. Nel libro bianco dell’economia digitale troverai 85 suggerimenti che rendono chiaro cosa voglia dire digitalizzazione, una lettura interessante che vuole trasferire concetti importanti anche se visti semplicemente come un accrescimento della propria cultura personale. In Italia siamo in ritardo, anche se con l’arrivo della pandemia si è imposta una accellerazione in riferimento alla digitalizzazione e sembra che anche la Pubblica Amministrazione stia diventando un driver importante per favorire questa trasformazione digitale della nostra economia.

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